È settembre 2022. L’aria fuori è pesante e acre, non tira un filo di vento, il sole è ancora alto e caldo. L’estate dovrebbe essere finita, ma il clima dice altro. Una città, da molti considerata più un grande paesello, fino a qualche mese fa vuota, si sta di nuovo riempiendo nonostante l’afa incredibile. Si tratta di una città calorosa e gentile, che ti protegge dalla pioggia anche senza ombrello. Vi si mangia bene, molto bene! Qui si studia tanto, ci è nata la prima università del mondo. “La rossa”, "la grassa”, “la dotta”: è Bologna.

Bella e dolce Bologna! Vi ho passato sette anni, forse i più belli...
Pier Paolo Pasolini

«Sfatti» parte proprio da qui, dalla città che è forse l'emblema e il simbolo della vita universitaria. Piazza Verdi, via Petroni, il Pratello, Piazza San Francesco. Sono tutti i luoghi più comuni e conosciuti di quello che è il centro di una grandissima comunità sempre più in espansione. Quest’anno l’Alma Mater Studiorum ha infatti dati controtendenza rispetto al resto d’Italia con un +4,3% (28.250) di iscritti in più. In totale gli studenti sono più di 80mila. Il 57% di loro è, tutt’oggi, uno studente fuorisede che ha deciso di trasferirsi per studiare qui. Qualità della vita, servizi generici, dimensioni ridotte della città, importanza dell'Università a livello formativo e popolarità nell'essere piena di cose da fare e divertimenti per giovani sono solo alcuni dei motivi per cui ogni anno la città si riempie di vita, colori, musica e festa.

Ma c'è un ma. La città ha in corso un'emergenza. Non si tratta di un'emergenza sanitaria o di sicurezza pubblica (non più almeno). La città vive da qualche anno una vera e propria emergenza abitativa. Molti degli studenti (e non) che si stabilisco a Bologna non riescono a trovare casa.

Chiunque abbia frequentato l'Alma Mater sa bene cosa significa cercare un alloggio in affitto a Bologna. Tante sono anche sempre le descrizioni di posti letto o camere in condizioni deplorevoli o fatiscenti a prezzi altissimi.

Affitti alti, immobili alle stelle, scarsità di appartamenti, prezzi esorbitanti, turismo privato eccessivo sono solo alcuni degli aspetti di quella che è la più grande contraddizione di Bologna. La città che molte volte si è definita di tutti e non di pochi, non può che cedere alle regole del mercato immobiliare che cambia e si trasforma, soprattutto dopo gli eventi degli ultimi tre anni. Questo comporta moltissimi disagi per gli studenti che a volte, purtroppo, si vedono costretti a rinunciare all'ambizione di una laurea all'UniBo per mancanza d'alloggio. In un certo senso, la città considerata più «aperta» d'Italia diventa, nei fatti, una città a portoni chiusi.

«Sfatti» inizia così. Partiremo da una storia di occupazione per cercare di raccontare un tema cruciale e riguardante lo stesso tessuto sociale di una interna comunità.

Iniziamo a buttare il primo mattone di questo muro molto alto. «Casa Vacante» è la prima fermata del nostro racconto. Il protagonista è un edificio in via Capo di Lucca 22, a Bologna. E' uno stabile abbandonato, sporco, fatiscente e inutilizzato. Di proprietà di ASP, Agenzia di Servizi alla Persona, dal 1990, è inutilizzato da quell'anno. Lo stabile era in vendita nel piano di alienzaione 2021-2023, ma negli ultimi mesi, le cose sono cambiate dal punto di vista amministrativo.

Co-protagonisti del racconto sono i ragazzi e ragazze del collettivo Luna. Collettivo universitario autogestito che fa capo al Collettivo Làbas, in Vicolo Bolognetti nel quartiere universitario, da loro nasce il progetto "Casa Vacante". Prende vita quella che è stata una delle ultime grandi occupazioni di uno stabile in città. Ho incontrato i ragazzi che hanno partecipato sin dal primo giorno all'occupazione e mi sono fatto raccontare tutti i come e i perché. Potete ascoltare le loro voci a qui sotto.

Insomma un progetto molto corposo che ha richiesto anni di preparazione ma che, in un certo senso, ha portato al risultato sperato. L'Ostello Politico è stata indubbiamente la parte più nobile di quello che è, a livello legale, un'illecito. Ma alla fine, tutti loro sono riusciti a trovare un dialogo con la parte amministrativa. Parte che ho cercato di contattare per una semplice questione di par-condicio. Ma che, purtroppo, non ha voluto essere interpellata. Sulla parte istituzionale di questo racconto, la Vicesindaca Emily Clancy ha scelto il silenzio stampa, almeno finché non sarà concluso il circolo di trattative. Questo infatti il messaggio arrivatomi dopo una lunga telefonata con l'ufficio stampa:

La storia dunque di questa occupazione sarà soltanto raccontata da una soltanto delle due voci di grande partecipazione. Ma ora, concentriamoci di più su quali sono i numeri dell'emergenza analizzando un po' di dati con lo scop di capire i perché.

Carlo del collettivo Luna ci ha parlato soprattuto di come la situazione emergenziale sia sparsa in tutta la città e soprattuto gli studenti più giovani si trovano in maggiore difficoltà. Come mostrato stato dal grafico a destra, Bologna ha una rete studentesca davvero molto grande. Gli studenti sono forse la maggioranza della popolazione attiva del capoluogo emiliano ed è evidente come il numero sia cresciuto negli ultimi anni. La popolarità della vita universitaria e l'aumento della scelta della attività formativa hanno contribuito a tale aumento . Se poi ci si unisce un'ottimo dato sulla qualità della vita di cui gode L'Emilia Romagna, insieme ad un'alta probabilità di trovare impiego sia nel settore ingegneristico che ospedaliero, vien da se pensare ad un innalzamento dell'interesse nell'istituto.

Soltanto nell'ultimo anno accademico il numero di fuorisede superava quello degli studenti in sede: il 57%. Come detto anche in precedenza, la nuova spinta d'iscrizioni fuoriesce dal classico bacino di Bologna, confermando sì il centro-sud Italia come prima macroregione di provenienza, ma comprendendo anche una dose significativa di studenti del Nord. Milano, complice anche una situazione affittuaria e di costo della vita simile a quella di Bologna (ma già presente da anni) sembra star perdendo attrattiva, pur comunque mantenendo il primato. Si devono a questi numeri questi aumenti spropositati? E' questo forse il problema che porta ad un aumento dei prezzi così alto?

Questa tabella mostra la variazione di prezzo di un metro quadro in affitto dal 2015 ad oggi. Ho scelto il mese di settembre perché, a livello di serie, risulta essere sempre quello con il prezzo più alto dell'anno, in quanto coincide con l'inizio dell'anno accademico. I dati di Idealista mostrano chiaramente come negli ultimi due anni ci sia stato un aumento importante nel prezzo degli affitti. Le cause dell'aumento si trovano nella semplice deduzione possibile. L'aumento degli studenti nel corso degli anni ha causato uno squilibrio di domanda e offerta: in maniera chiara, l'offerta degli alloggi non riesce, tutt'oggi, a rendere soddisfatta la domanda. Diventa quindi automatico che, chi possieda l'alloggio, decida di aumentare il prezzo per guadagnarci di più. Al resto, poi, ci pensa la concorrenza di un mercato molto dinamico.

Anche aggiungendo la pandemia nell'equazione, il risultato non cambia. Si nota come nel 2020 lo schema si avvii e in un certo senso si inneschi subito dopo le riaperture della prima ondata (2020) e incredibilmente si abbassi con l'avvento della terza ondata (ottobre2021 -gennaio 2022). L'effetto rimbalzo del cigno nero della nostra epoca si riversa anche su questi costi d'affitto in uno schema semplice che vede calare, per mancanza di domanda viste le restrizioni, e aumentare in seguito. In questo senso si può già immaginare cosa abbia spinto la maggiore crescita di sempre dei prezzi a settembre 2022: un picco di iscrizioni soprattutto da fuori città. Da questi dati, possiamo ricavarci la seguente serie storica.

Questa è la serie storica che indica l'evoluzione dei prezzi al metro quadro in affitto nel territorio di Bologna secondo le variazioni di cui sopra.

A novembre 2015 il prezzo di un affitto era di 10 euro al metro quadrato. il più basso di sempre e uguale rispetto al settembre dello stesso anno.

Si vede come il prezzo sia iniziato a salire nel 2020, dopo la prima ondata della pandemia. L'effetto rimbalzo delle chiusure può aver portato ad un aumento dei prezzi. Di base, un affittuario che si è trovato senza clienti tra febbraio e settembre ha dovuto riguadagnarci.

Questo settembre, infine si è raggiunto il massimo di 16,6 euro al metro quadrato lo scorso settembre.

A dicembre, quindi un mese fa, si è registrato un abbassamento di qualche centesimo.

Il quadro generale della città fa pensare ad un futuro diverso e difficile. Si parla di spopolamento e ne parla la ricerca dell'Osservatorio Nomina pubblicata a fine anno. L'attuale situazione degli affitti vede l'abbassamento della domanda, confermata per tutto il 2023. A peggiorare questo quadro sono le recenti crisi energetiche che tutto il paese sta affrontando, insieme a quelle dell'inflazione. Il rischio di cui parla l'istituto di osservazione bolognese è che si verifichi, addirittura, l'effetto abbandono.

Con una esaustiva carrellata di dati possiamo tracciare un quadro abbastanza spiacevole per la qualità della vita e le prospettive di molti, molti studenti. Perfino la situazione futura suggerisce una città che, continuando con questo trend, potete svuotarsi.

Ho voluto, in questa settimana, andare sul campo e sentire gli studenti che tutt'oggi vivono queste complicate situazioni. A loro ho deciso di fare tre semplici domande in una breve intervista video.

  • Quanto paghi d'affitto
  • Quanto è grande l'appartamento
  • Quanto tempo ci hai messo a trovarlo
clap board roadside Jakob and Ryan

Photo by Jakob Owens on Unsplash

Photo by Jakob Owens on Unsplash

Con anche le le voci di pochi fra i tanti studenti a Bologna si chiude la nostra storia. Una storia che parte da un'occupazione, ma che, di fatto, arriva a toccare le problematiche di un'intera comunità. Come anche detto dai protagonisti del nostro racconto, l'illegalità del gesto protagonista della storia è servito per far svegliare un'intera città su una tematica che per troppo tempo è stata sì nota alle istituzioni, ma non è mai stato fatto nulla di concreto per risolverla.

Le prospettive, seppur non ottimali, suggerisco un cambiamento in positivo. La parte istituzionale, grande assente del racconto, sta ancora oggi lavorando per migliorare la situazione. Le trattative in corso segnalano volontà di cambiamento. Bisognerà soltanto capire se questa storia sarà in grado di estendere i suoi esiti anche ad altre situazioni simili in futuro. Per il momento le trattative sulla messa al bando dello stabile sono ancora in corso. Per il risultato bisognerà attendere ancora del tempo, ma le prospettive sono positive.

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