Le sfide alimentari: il percorso di sostenibilità di Barilla

"Penso che il grano sia una benedizione per l'uomo. Gli dai passione e ti ricambia generoso. Oggi siamo solo io e i miei fratelli nella nostra piccola bottega, ma sento che possiamo migliorarci e, se riusciremo a crescere anno dopo anno, dovremmo sempre avere in mente una cosa: diamo alla gente quello che daremmo ai nostri figli. E se continueremo con passione, la nostra pasta sarà sempre migliore e allora potremmo perfezionarci e forse diventerà una pasta famosa, magari in tutto il mondo. Per ora è un sogno, ma se c'è la passione perché non sognare".

Era il 1877, in una piccola bottega di pane e pasta a Parma cominciava il sogno di Pietro Barilla.

Il "Signor Pietro", così era chiamato dai suoi operai, è stato un imprenditore illuminato, pioniere, padre, con un'attenzione fuori dal comune per la qualità dei prodotti a tutto vantaggio del benessere dei consumatori, che lui preferiva chiamare persone.

Nel 1950, il suo viaggio negli Stati Uniti si rivela uno spartiacque per la storia della Barilla ma anche dell'industria alimentare italiana. Qui, infatti, conosce da vicino le logiche della pubblicità, le tecniche del marketing e il valore della confezione del prodotto. Il primo effetto è l'adozione in Barilla della confezione di cartone per la pasta.

Anche sul piano della comunicazione pubblicitaria, Pietro apporta le prime novità, grazie all'aiuto del grafico Erberto Carboni, che metterà a punto il logo dell'azienda. Ma decide anche di puntare sulla pubblicità, che in quegli anni muove i suoi primi passi in tv reclutando come testimonial personaggi italiani molto celebri come: Mina, Massimo Ranieri ed il futuro premio nobel per la letteratura, Dario Fo.

Ne è esempio lo spot "Rigatoni", ideato e realizzato grazie al suo amico e regista Federico Fellini, che ebbe un impatto altissimo, un effetto rivoluzionario di cui ancora oggi viene citato come uno dei più belli dell'azienda.

È lui che decide nel 1969 la costruzione del pastificio di Pedrignano (Parma), che diventerà il più grande stabilimento di pasta al mondo, e, nello stesso tempo, esporta l'azienda in aree economicamente difficili d'Italia puntando, ad esempio, sulle potenzialità del meridione quando nel 1987 fa costruire a Melfi, in Basilicata, un importante stabilimento di prodotti da forno.

Nel 1971 però, a causa di un contesto storico caratterizzato da terrorismo, recessione e crisi petrolifere che determinano una forte crescita dei prezzi del grano duro, Pietro non ha i mezzi per rilevare il 50% di Gianni, suo fratello anch'esso alla guida dell'azienda, e la decisione è inevitabile: la Barilla viene venduta al colosso americano W.R. Grace.

Da dopo la vendita e per tutti gli otto anni successivi, Pietro sente di aver abbandonato la nave che gli era stata affidata e il suo pensiero fisso è quello di come riprendersi l'azienda.

Non si arrende al primo tentativo fallito, nel 1978, e l'anno dopo decide di riprovarci, riuscendoci contro il parere di tutti ed è così che Barilla torna ad essere italiana. Un caso unico nel mondo dell'imprenditoria che inverte quello che oggi è un trend molto diffuso, ossia le aziende italiane di famiglia che vengono comprate da Gruppi stranieri.

 

Non solo numeri, ma anche risultati

PRODOTTI

Miglioramento costante della qualità dei prodotti attraverso la formulazione di ricette di prodotto per il benessere delle persone la garanzia della qualità e della sicurezza dei prodotti in tutte le fasi della filiera perché le buone scelte partono dalla tavola, dalla gioia che solo i cibi genuini sanno regalare.

MATERIE PRIME

Cura e attenzione che mettono ogni giorno per migliorare i loro processi al fine di ridurre l'impatto ambientale sul pianeta.

BENESSERE DELLE PERSONE

Miglioramento costante del profilo nutrizionale dei loro prodotti e creazione dei nuovi, che sono sicuri e in linea con una dieta equilibrata.

La relazione tra cibo e sostenibilità nell'attuale momento storico

Ci si interroga ormai quotidianamente sul futuro del nostro pianeta, su quanto sia sostenibile l’impatto dell’uomo e delle sue attività. E per quanti anni ancora lo sarà.

Gli ultimi dati lasciano spazio a poche interpretazioni: secondo l’Eurispes, un terzo del cibo prodotto su tutto il pianeta viene sprecato senza neanche arrivare a tavola. Con il cibo che finisce tra i rifiuti, si potrebbero sfamare 200 milioni di persone. Solo in Italia lo spreco alimentare è arrivato a sfondare quota 15 miliardi di euro, quasi l’1% del Pil (0,88%) - dati 2019 dell’Osservatorio Waste Watcher.

Se da una parte c’è chi continua a sprecare tantissimo, dall’altra c’è chi continua ad affamarsi: come riferisce la Fao, ancora oggi 821 milioni di persone soffrono la fame e oltre 150 milioni i bambini hanno ritardi nella crescita. Il Rapporto annuale delle Nazioni Unite rileva inoltre che la variabilità del clima che influenza l'andamento delle piogge e le stagioni agricole, oltre a eventi climatici come siccità e alluvioni, sono tra i fattori chiave dietro l'aumento della fame, insieme ai conflitti e alle crisi economiche. Malnutrizione vuol dire in alcuni casi non fame ma al contrario obesità: il 14% della popolazione mondiale è obeso e si stima che nel 2045 lo sarà un essere umano su quattro.

Di conseguenza, in questo discorso rientra l’approccio all’agricoltura, al modo di produrre e poi distribuire: l’agricoltura da sola è responsabile per il 30% dell’emissione di gas serra (GHG) provocata dall’uomo e per il 70% dallo sfruttamento delle risorse idriche. Ecco allora che stimolare la diversità vegetale e animale, garantire accesso alla terra e alle ultime tecnologie e sostenere uno sviluppo che non sia intensivo significa preservare la terra e incentivare un consumo responsabile e quindi sostenibile per tutti.

Cosa vuol dire alimentazione e agricoltura sostenibile per Barilla?

Una buona agricoltura non può che essere sostenibile, così come l’alimentazione. Quindi diventa necessario promuovere un modello in cui la scienza e la tecnologia sposano l’innovazione nel rispetto dalla natura e dell’essere umano, garantendo un cibo sano e di qualità.

Un regime alimentare è sostenibile se sottintende un basso impatto ambientale: è quanto afferma la FAO, che in più aggiunge che le diete sostenibili sono anche rispettose della biodiversità e degli ecosistemi, oltre che accessibili ed economicamente eque e convenienti; sicure e sane, per l’uomo e per il pianeta.

In questo contesto, Barilla vuole dare il proprio contributo per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile definiti dalle Nazioni Unite, nell’Agenda 2030.

Negli anni è stata elaborata una missione che guida l'azienda nelle scelte quotidiane, “Buono per Te, Buono per il Pianeta”. In questa direzione lavorano affinché tutti i prodotti e le marche portino nel mondo cibo che sia buono, sano e proveniente da filiere responsabili, ispirato allo stile di vita italiano e alla Dieta Mediterranea. Questa è la distintività del Gruppo Barilla e ciò che rappresenta la qualità.

Un impegno che viene portato avanti dal campo fino alla tavola, prestando attenzione a tutte le fasi della filiera.

Barilla è riuscita a incrementare di anno in anno la propria quota di acquisti responsabili di materie prime, in linea con i principi definiti nel Codice Barilla di Agricoltura Sostenibile.

“La gioia del cibo per una vita migliore”. È questo lo scopo di Barilla nel fare impresa e la base su cui pone il suo impegno per lo sviluppo sostenibile, impegnandosi ogni giorno per le persone e il pianeta, attraverso l'offerta di prodotti con ingredienti di qualità e provenienti da filiere sostenibili.

Dietro a uno spaghetto, a un biscotto, a un sugo c’è sempre una storia fatta di qualità, persone e valori. È per questo che il loro percorso di sostenibilità racconta il loro impegno verso le persone e la terra che abitiamo per consentire l’accesso al cibo a un numero crescente di persone, favorendo l’inclusione e lo sviluppo dei territori.

Il contributo di Barilla agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite

Il 25 settembre 2015, i 193 paesi membri delle Nazioni Unite hanno firmato l'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, un piano di 17 obiettivi globali tra cui molti legati agli attuali modelli alimentari, come lotta alla fame e alla povertà, accesso all'istruzione e lotta ai cambiamenti climatici.

“Quello che mangiamo oggi può cambiare il nostro domani”. Questo è il motivo per cui Barilla ha scelto di agire.

SALUTE E BENESSERE

Il Modello di Nutrizione e Benessere di Barilla è stato disegnato per cogliere l’evoluzione degli scenari esterni e per impattare positivamente sul benessere delle persone.

Il nuovo Modello, infatti, ha l'obiettivo di supportare Barilla nell'offrire prodotti buoni e nutrienti, che si inseriscano in uno stile di vita sano, contribuendo al benessere globale e celebrando la gioia del cibo.

Esso amplia il principio di base delle precedenti Linee Guida Nutrizionali, considerando sia il punto di vista della scienza e della salute pubblica che l'orientamento dei consumatori.

Sulla base delle scelte dei consumatori verso uno stile più sano, l'aspirazione del nuovo Modello è di favorire scelte alimentari consapevoli, mostrando il valore e il ruolo dei prodotti per la salute e il benessere.

Dal 2010, infatti, ci sono state 491 riformulazioni di prodotto, di cui 3 nel 2022, riducendo il contenuto di grassi, sale e zucchero e incrementando il contenuto di fibre.

Inoltre, sono stati lanciati 40 nuovi prodotti senza zuccheri aggiunti, ricchi di fibra, integrali o a base di legumi per allargare l’offerta e per rispondere alle esigenze dei consumatori.

Obiettivi e KPI di Nutrizione e Benessere entro il 2030

Oltre agli obiettivi di Nutrizione e Benessere dei marchi, Barilla ha definito una serie di obiettivi e KPI per supportare le persone nel soddisfare le raccomandazioni nutrizionali internazionali.

Senza intaccare sulla qualità dei prodotti, migliorano continuamente il profilo nutrizionale del loro portafoglio di prodotti per portare gioia e convivialità sulla tavola di tutti.

Barilla crede profondamente nell’importanza di comprendere come i loro prodotti possano rientrare nel quadro di un’alimentazione sana e riconoscono il ruolo fondamentale della scienza della nutrizione per far crescere e rafforzare le loro conoscenze.

Pertanto, Barilla rispetta i principi guida creati allo scopo di aiutare i ricercatori a ridurre al minimo il rischio di parzialità dovuto alle fonti di finanziamento. Sulla base di questi principi e dell’impegno ad essere l’azienda alimentare italiana più stimata al mondo, mantengono la massima integrità e trasparenza nella ricerca, nel pieno rispetto delle policy e del Codice Etico Barilla.

Inoltre, si impegnano costantemente nello sviluppo di attività educative e informative per le nuove generazioni e per i dipendenti, attraverso le quali promuovono l’adozione di stili di vita sani, abitudini alimentari equilibrate e una dieta responsabile.

GIOCAMPUS

Un progetto nato nel 2002 dall'unione di istituzioni e aziende di Parma, volto a promuovere il benessere delle future generazioni attraverso un percorso di educazione motoria e alimentare.

Il progetto si rivolge a bambini e adolescenti, ma durante l'anno vengono promossi percorsi di educazione alimentare e motoria anche per insegnanti e genitori.

Giocampus basa le proprie fondamenta sull'idea che la corretta alimentazione, integrata da un'adeguata attività fisica, sia fondamentale per garantire una buona qualità di vita futura.

Il progetto accompagna i ragazzi durante tutto l'anno attraverso le sue tre fasi: Giocampus Scuola, Neve ed Estate.

Ogni programma educativo, in ambito alimentare e motorio, ha origine da un protocollo elaborato da un Comitato Scientifico che unisce competenze su alimentazione, nutrizione, educazione motoria, pediatria, pedagogia e psiscologia dell'età evolutiva.

Sì.mediterraneo

L'educazione alimentare non riguarda però solo i più piccoli. Per questo Barilla ha voluto rivolgersi ai propri dipendenti per accrescere la consapevolezza sui benefici della dieta mediterranea e su abitudini alimentari corrette.

Il progetto è nato nel 2011 da una collaborazione tra il Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, l'Università degli Studi di Parma e dal contributo dell'Health and Wellbeing Advisory Board Barilla, composto da esperti internazionali di nutrizione e di vari rami della medicina.

ViviSmart

Un innovativo percorso ludico-educativo per le scuole primarie e le famiglie.
Avviato nel 2017 grazie all’alleanza di Barilla, Coop e Danone, il programma diffonde la cultura della corretta alimentazione e degli stili di vita sani, sia nei bambini in età scolare sia nei loro genitori.

A partire dal 2020, ViviSmart ha inaugurato una nuova fase: dopo un primo avvio con attività in presenza in 4 città pilota (Milano, Parma, Genova e Bari), ViviSmart si è evoluta in una nuova versione digitale, adatta a diffondere in tutto il territorio nazionale le salutari abitudini dell’alimentazione mediterranea. In poco tempo, il numero di iscritti alla piattaforma digitale multicanale (con un’offerta di giochi interattivi, video, podcast, card per giochi di ruolo e oltre) ha registrato oltre 4.100 iscritti e raggiunto più di 42 mila bambini.

LA VITA SULLA TERRA

Barilla si impegna ogni giorno per ridurre il suo impatto ambientale sul pianeta, lavorando sul miglioramento dell'efficienza dei loro processi produttivi, riducendo le emissioni di CO2eq e di consumo d’acqua e promuovendo pratiche agricole e di allevamento a minor impatto ambientale per tutte le loro filiere.

Tutto questo è possibile attraverso:

Un packaging sostenibile al fine di garantire la qualità e la freschezza dei prodotti, utilizzando solo carta, cartone in fibra vergine proveniente da foreste gestite responsabilmente, vetro, film plastico e metallo.

Massima attenzione per le materie prime utilizzate, come grano duro, cacao, basilico e oli vegetali.

Promozione di pratiche agricole e di allevamento a minor impatto ambientale su tutta la filiera produttiva. Per questo, sono state coinvolte oltre 9.000 aziende agricole in progetti di agricoltura sostenibile che riguardano le loro principali materie prime.

"Le scelte che noi operiamo servono per il benessere del pianeta"

I risultati che abbiamo raggiunto negli anni, non sono traguardi; sono numeri che ci indicano se stiamo procedendo o meno nella giusta direzione. Una bussola per le nostre azioni, per effettuare investimenti più ‘responsabili’ e in linea con il desiderio di dare un contributo significativo alla salute dell’uomo e del Pianeta”, dice Paolo Barilla, Vicepresidente della Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition.

Ciò significa anche intestarsi una nuova leadership culturale, ed è questo lo spirito che guida il Gruppo, alla ricerca di sfide sempre più sostenibili: “I grandi marchi devono proporre una linea di pensiero che possa indirizzare al meglio i bisogni, le abitudini e la vita di ognuno. Il nostro futuro ci invita a migliorare sempre ciò che sappiamo fare, perché solo noi conosciamo il mestiere e sappiamo declinare le nostre competenze con quanto scorgiamo fuori. Dobbiamo comprendere come evolve il mondo della nutrizione, perché è pieno di risorse, ricco di informazioni e, tra l’altro, anche di piacere. Per cui noi facendo bene il nostro mestiere abbiamo l’opportunità di avvicinarci e avvicinare tutti a piaceri straordinari e fondamentali. Pensiamo davvero di avere questo debito nei confronti dell’azienda e di tutte le persone che ripongono fiducia in noi. E abbiamo tutti gli strumenti per raggiungere il traguardo: storia, conoscenze, volontà di investire”.

Il cibo che mangiamo e quello che sprechiamo hanno già oggi un notevole impatto ambientale. "Quando nel 2050 la popolazione arriverà a 9 miliardi, la richiesta di cibo salirà al 56%, ma produrre di più, aumentando l'impatto dell'agricoltura sull'ambiente, settore che oggi si colloca prima di energie e trasporti per emissioni di gas serra, non può essere la soluzione giusta. Bisogna - spiega il Vicepresidente - puntare, invece, ad una dieta sostenibile secondo il modello della doppia piramide alimentare e ambientale con la dieta mediterranea, che si rivela alleata dell'uomo e dell'ambiente. Inoltre, c'è bisogno di ridurre drasticamente lo spreco". Questa è la direzione indicata dalla Fondazione, che ha deciso di adottare un approccio diverso, cambiando il suo modo di fare impresa verso una maggiore sostenibilità e rispondendo con prontezza alla domanda dei consumatori, più attenti e consapevoli al cibo messo sulle loro tavole e all'impatto delle loro scelte sull'ambiente.

"Agricoltura sostenibile, lotta agli sprechi e, poi, una dieta che, come quella mediterranea, oltre ad avere un minore impatto sull'ambiente, ci aiuta a vivere meglio, combattendo le varie malattie causate dalla malnutrizione", conclude Paolo Barilla.

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