I murales

della rinascita

La nuova vita

di Acquapendente

Il colpo d'occhio immediato: passeggiando per il piccolo borgo di Acquapendente, comune in provincia di Viterbo, non si può non rimanere affascinati dai molteplici murales che colorano le vie del centro. Passo dopo passo, ci si accorge di come il carattere innovativo e visionario della street art sposi senza remore il ricco patrimonio storico del paesino, incastonato tra boschi e cascate e attraversato dalla nota via Francigena. Un mix di natura, storia e innovazione che apre al visitatore uno scenario certamente singolare e suggestivo. Tra torri e chiese medievali, palazzi neoclassici e rinascimentali si scorgono le opere di artisti provenienti da ogni parte del mondo. Alla base di tutto questo l’Urban Vision Project, un progetto artistico sorto su iniziativa dell’associazione Dark Camera.

.

Urban Vision Project

«L’Urban Vision Project nasce nel 2015 su stimolo di alcuni ragazzi che volevano provare ad invitare degli artisti, degli street artists, per illustrare alcuni edifici pubblici», racconta Angelo Vitali, membro dell’associazione Dark Camera.

Il primo murale realizzato spicca imponente in una delle piazze principali del paesino. Il murale, situato acconto alla chiesa di San Francesco, costruita secondo un elegante stile gotico, copre l’intera facciata della scuola media di Acquapendente. A essere raffigurato è il volto di un anziano signore che accenna un sorriso.

«Volevamo che fosse ben visibile il contrasto tra passato e presente: l’uomo, con il viso segnato dal tempo, scavato dalle rughe, non a caso copre il muro di una scuola, luogo di giovani. L’idea era quella di evidenziare sì il contrasto, invitabile, tra vecchio e nuovo, ma anche e soprattutto la fusione, l’armonizzarsi, delle due dimensioni. Il sorriso tenta di inviare questo messaggio», spiega Angelo Vitali.

A realizzarlo, in poco più di una settimana, grazie alla tecnica dello stencil, Daniel Eime, artista portoghese, che ha portato la sua arte in luoghi disparati del mondo: Spagna, Francia, Argentina, Usa, Marocco, Italia e Portogallo.

«Daniel ha mostrato, fin dal primo momento, grande professionalità e cura. Lo abbiamo accolto con entusiasmo ed abbiamo trascorso molto tempo insieme. Desideravamo che conoscesse e che vivesse il nostro territorio, che ne scoprisse le bellezze, i volti, così da restituire nel suo lavoro qualcosa che fosse frutto di una visione consapevole: emotiva e critica», sottolinea Angelo Vitali.

Gli artisti e le opere

Oltre Daniel Eime, tantissimi gli artisti coinvolti nell’Urban Vision Project, che assume fin dalla sua nascita il carattere di un progetto internazionale. Serbia, Regno Unito, Francia, Spagna, Australia, Messico, Argentina, Romania e Italia sono i paesi di provenienza dei numerosi street artists che hanno lasciato il loro contributo nel piccolo comune laziale. Ciò ha permesso il fondersi di stili eterogenei: dal realismo all’astrattismo, passando per il surrealismo. Ad incontrarsi, inoltre, molteplici tecniche: stencil, pittura con bombolette spray, pittura acrilica. Infinite, poi, come per ogni opera d’arte, le riflessioni possibili: ambiente, società, storia, prospettive future.

In alcuni casi gli artisti hanno coniugato la loro peculiarità professionale con fascinazioni subite sul luogo. Ad esempio, Manolo Mesa, artista spagnolo, ha creato un murale che raffigura un contadino originario del posto. Si tinge così di volti del territorio il piccolo borgo acquesiano.

Non solo volti ma anche oggetti legati alla tradizione compaiono nelle opere. Nel murale di Artez, noto artista serbo, una donna stringe nella mano sinistra un vaso con illustrazioni tipiche delle ceramiche medievali di Acquapendente. La giovane custodisce il prezioso patrimonio artistico del passato. Il suo sguardo, fiero, è però proiettato in direzione opposta rispetto all’antica ceramica, come a ricordare l’importanza di indagare senza timori il futuro.

Se nel lavoro di Artez i colori utilizzati restituiscono un quadro d’insieme che si basa su tonalità tenui, in altre opere le tinte si fanno scure e tetre. Nel murale di Francisco Bosoletti, artista argentino, il nero ed il grigio dominano la rappresentazione. Ad essere raffigurata è un’anziana signora con il volto carico di malinconia. È triste l’inevitabile trascorrere del tempo? Trova spazio nel presente il ricordo, la memoria del passato?

Analoghe desolanti sensazioni si provano osservando l’opera di Helen Bur, artista inglese, che propone un ragazzo sulla cui testa due mani poggiano un’aquila. Il fanciullo ha gli occhi fissi verso il basso, l’espressione cupa, accentuata da toni cromatici spenti. Il giovane sembra riflettere, sconfortato, su come gli esseri umani interagiscono con la natura e con gli animali.

In tanti altri murales, al contrario, i colori si accendono. Nel lavoro di Fintan Magee, artista australiano, l’azzurro tinge l’abito di un uomo con il viso racchiuso in un involucro di plastica che contiene dell’acqua. È forse necessario scoprire nuovi modi di “respirare” l’ambiente che ci circonda?

Alessandra Carloni, artista romana, illustra il borgo di Acquapendente presentandolo attraverso una dimensione fiabesca, ricca di vitalità e di incanto.

Max Petrone, artista torinese, realizza nel 2021 una figura di donna scomposta in più parti ed avvolta da decorazioni floreali con tinte accese e vibranti.
«Ho lavorato sull’astrazione della figura umana combinata alla natura - dichiara l’artista - volevo indurre a riflettere sul bisogno di un incontro armonioso tra esseri umani e il mondo circostante, ricco di bellezze originarie».
L’opera, situata sulla via Francigena, si trova all’ingresso del borgo, cinto di mura medievali.

L’obiettivo - come afferma Angelo Vitali - è stato quello di far «incontrare le particolarità degli artisti con le particolarità del luogo».

Max Petrone

Festival


Attraverso l’attenta e accurata integrazione di arte e territorio, a partire dal 2015, Acquapendente ha acquisito nuovo fascino, nuova bellezza, nuova vita. L’Urban Vision Project non solo ha consentito di conferire un profilo inedito al borgo acquesiano, grazie alle opere di street artists provenienti da ogni dove, ma ha anche permesso la nascita di un festival che, con cadenza annuale, ha visto e continua a vedere la partecipazione di ogni tipologia di artista. Pittori, scultori, fotografi, visual artists e performer hanno realizzato, nel corso degli anni, mostre, istallazioni, performance e happening, sorprendendo, incuriosendo e conquistando residenti e fiumi di turisti.

Non solo. Animano il paesino, proprio in occasione del festival, eventi di electronic music, che richiamano l’attenzioni di giovani e meno giovani, esperti o semplici appasionati di musica.

Così il piccolo comune della Tuscia, soggetto negli ultimi 50 anni al fenomeno dello spopolamento, è divenuto meta di numerosi visitatori, luogo piacevole e dinamico in cui poter scegliere di vivere, punto di incontro e di scambio, spazio che ha conosciuto per mezzo del potere trasformativo dell’arte una vera e propria rinascita.

GALLERIA

Chekos Art

2015

Kadmeia

2017

Anonimo

2021

Roberto Pulvano

2021

Manolo Mesa

2017

Helen Bur

2019

Luca Birra Lombardelli

2019

Fone Ink

2015

Wasp Elder

2018

Sara Schoenlank

2017

Alessandra Carloni

2016

Ache - 77

2016

Kadmeia

2017

Fransisco Bosoletti

2016

Segui la mappa per scoprirli

This is a Shorthand story for reviewPublished stories don't show this section.

GIVE FEEDBACK TO THE STORY OWNER

This feature is not available in landscape. Please rotate your device.

GIVE FEEDBACK TO THE STORY OWNER

More than 4 characters is required
Name must contain only letters, hyphens, apostrophes, full-stops and spaces
Wait, that does not look like a valid email address!
Your feedback was sent to the story owner.
There is been an issue with submitting your feedback.

TEST ON ANOTHER DEVICE

This feature is not available in landscape. Please rotate your device.

TEST ON ANOTHER DEVICE