L'arte cura l'anima

«Nell’atto di creazione di ciascun individuo l’arte nutre l’anima, coinvolge le emozioni e libera lo spirito, e questo può incoraggiare le persone a fare qualcosa semplicemente perché vogliono farlo. L’arte può motivare tantissimo, poiché ci si riappropria, materialmente e simbolicamente, del diritto naturale di produrre un’impronta che nessun altro potrebbe lasciare ed attraverso la quale esprimiamo la scintilla individuale della nostra umanità».

"Arteterapia in educazione e riabilitazione" di Bernie Warren

Quale ruolo ha l’arte nei fenomeni mentali? La domanda trova una risposta immediata nel desiderio di conoscenza e nella sete di cultura e, più profondamente, nelle emozioni generate dalla fruizione delle opere d’arte.

Era il 1942 quando l’artista britannico Adrian Hill coniò il termine arteterapia. La tubercolosi colpiva migliaia di persone, costrette a vivere nei sanatori. Il disegno e la pittura offrivano loro la possibilità di evadere mentalmente e di avvicinarsi alla libertà.

In Europa, gli scrittori nel campo della salute mentale durante gli anni ’40 raccoglievano in forma scritta il loro lavoro con le persone in trattamento come “terapia artistica”.

L’arte ha un legame con l’anima dell’essere umano, il pensiero intellettuale degli anni’40, evolutosi nel tempo, sopravvive fino a oggi: l’arte equivale a espressione dell’inconscio attraverso la libera associazione.

Diventare arte terapeuti

Colore e materie artistiche, psicologiche e psichiatriche. «Nel febbraio 2022 ho iniziato a studiare arteterapia - afferma Eleonora - oltre a imparare nuove competenze e nozioni artistiche, avevo in mente un obiettivo: progredire nel percorso di crescita personale e interiore e mettere l'arte a disposizione della comunità»

Il rapporto tra anima e corpo di un essere umano è complesso. L'arteterapia offre un  sostegno non-verbale mirato a un miglioramento dello stato di salute dell’essere umano, intervenendo sulla qualità della vita, tramite lo sviluppo del processo creativo.

«Fine ultimo dell’arteterapia, avendo un approccio essenzialmente olistico alla persona, è la crescita dell’individuo, andando a lavorare sulla sua sfera emozionale, intellettiva e sulle sue capacità relazionali»
Eleonora

Completato il primo ciclo di studi universitari in pittura, sceglie di iscriversi al biennio di Teoria e Pratica della terapeutica artistica, creato nel 2004 all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano da Tiziana Tacconi e Laura Tonani.

«La terapeutica dell'arte vuol dire avere cura di sé con l'arte - ha dichiarato Tiziana Tacconi - nel 2005 siamo stati nel reparto di oncologia dell'ospedale Monoblocco di Carrara per realizzare opere insieme ai pazienti, che sono state installate in questo ospedale. La condivisione di un'opera, fa sì che essa abbia maggiore forza e che si superi l'artista unico»

Per la prima volta in Italia, un corso accademico offre la possibilità di imparare a padroneggiare abilità creative e rigenerative unite e nozioni teoriche di pedagogia, psicologia e psichiatria.

«Quando le mani sono impegnate il cuore è sereno» - dice Eleonora.

Le sue parole descrivono bene la percezione provata immergendosi nell'arte, come lei stessa sperimenta durante il suo percorso per diventare arteterapeuta.

Laboratorio di arteterapia sui quattro elementi della natura

Laboratorio di arteterapia sui quattro elementi della natura

Laboratorio di arteterapia sui quattro elementi della natura

Laboratorio di arteterapia sui quattro elementi della natura

Composizione realizzata con la tecnica dello stencil

Composizione realizzata con la tecnica dello stencil

I quattro elementi della natura - disegni individuali uniti in un'opera comune

I quattro elementi della natura - disegni individuali uniti in un'opera comune

Filo e relazione: laboratorio finalizzato

al dialogo

Il primo giorno

«Sentivo musica e voci. Incrociavo lo sguardo con volti, fili e colori» afferma Eleonora. Il suo nervo ottico inizia a trasmettere gli impulsi nervosi al cervello non appena entra nell’aula dell’Accademia. «Ero incuriosita dalla situazione a cui stavo per partecipare». I suoi compagni sono in piedi di fronte a una grande rete che viene utilizzata come sfondo comune. «Ognuno di noi aveva in mano un filo e un ago. Non trovando nessuno con cui fare coppia, ho iniziato a cucire da sola, in uno spazio vuoto, utilizzando un ago ad arco» Le sue mani si lasciano trasportare dal lavoro e dalla musica, senza pensare. La sensazione che percepisce è piacevole.

La relazione con sè stessi

La fase di potenziamento della relazione con sé stessi passa per un filo che è per eccellenza il simbolo di un legame. «Mi sono trovata a dialogare con me stessa attraverso un filo. Ho imparato a soffermarmi con la mente su ogni singolo foro della rete, a prestare attenzione anche alle piccole cose, ad ogni piccolo pezzo di filo che, con la calma e con il lavoro, stava diventando parte di una grande opera». Non può fare a meno di provare sensazioni ed emozioni per ciò che sta creando con le sue mani. Prova un profondo senso di gratificazione, gioia e soddisfazione perchè sta dando forma a qualcosa di fruibile e godibile, fonte di piacere estetico.

Il rapporto con l'altro

L’incontro successivo prende una piega ben diversa. «Entrando in aula, ho notato la mia compagna Claudia sola e, un po’ timidamente, le ho proposto di lavorare insieme». Il filo passa da un punto all’altro, entra ed esce dal foro dell’ago dritto che utilizzavano. «Quando io mettevo il punto e passavo l’ago, lei me lo restituiva in un altro punto, era tutto imprevedibile» dice Eleonora che continua «Lavorare con una persona è diverso. Da soli si ha il controllo totale su ciò che si sta facendo. Quando si lavora in due la fiducia reciproca ha il sopravvento. Non sai come l’altra persona risponderà dall’altra parte, diventa come un dialogo... un dialogo senza parole».

Arteterapia sul territorio

Non mancano le iniziative sul territorio. L’arteterapia è promossa da associazioni come Apiart (Associazione professionale italiana arteterapeuti). Costituita il 14 aprile 2000, è l’associazione di riferimento per i più qualificati arteterapeuti italiani, fondata con lo scopo di promuovere aggregazione nella comunità dei professionisti dell’arteterapia e di potenziare la loro collaborazione con le istituzioni sia pubbliche che private. APIART ha svolto un ruolo cruciale per la normazione del settore delle arteterapie perché è stata promotrice della legge 4/2013, entrata in vigore il 10 febbraio 2013, che disciplina le professioni non organizzate in ordini o collegi come quella degli arteterapeuti.

Settembre è un mese importante per la visibilità e la diffusione dell’arteterapia. Dall’anno 2022 la Federazione europea di arteterapia (Efat), fondata in Belgio nel 2019 dalla Rete degli arteterapeuti europei (Neat), ha scelto il 24 settembre per celebrare la Giornata Europea dell’arteterapia. Un giorno speciale che da la possibilità ad APIART di organizzare laboratori, workshop e, più in generale, eventi indirizzati a potenziare la consapevolezza di sé e degli altri.

La mappa dimostra l'impegno di APIART, che nel 2023 ha condiviso l’intento della Federazione di diffusione e conoscenza dell’arteterapia e della professione dell’arteterapeuta, organizzando una serie di eventi gratuiti diffusi su tutto il territorio nazionale.

Le regioni con una maggiore presenza di eventi sono l'Emilia Romagna (11), la Lombardia (10) e l'Umbria (8). Si riscontra una maggiore presenza di cultura artistico terapeutica al Nord e Centro Italia, dove ha inizio la genesi della cultura dell'arte terapia in Italia. Infatti, a partire dagli anni '80, la terapia artistica comincia a diffondersi grazie alla storica Scuola di Formazione Quadriennale in Arteterapia “Il Porto Adeg” di Torino.

Numeri e statistiche

Pubblicazioni scientifiche

Il grafico dimostra la crescita del numero di pubblicazioni scientifiche contenenti la parola chiave “art therapy” secondo PubMed, servizio di ricerca gratuito di letteratura scientifica biomedica dal 1949. L’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) nel 1998 definisce la salute come “uno stato dinamico di completo benessere fisico, mentale, sociale e spirituale, non mera assenza di malattia”.

Cambia la visione di salute, che introduce il concetto di spiritualità e passa da un punto di vista statico, (assenza di malattia) a uno dinamico, basato sulla capacità di un “sistema” di adattarsi ai cambiamenti continui. Le arti assumono un ruolo significativo come strumento terapeutico ed espressivo, poiché il loro valore va oltre lo scontato stereotipo di essere solo considerate delle attività ludiche.
E mentre le persone continuano ad affrontare le sfide di salute mentale portate dalla pandemia – che secondo l’Oms giustifica l’incremento del 25% di depressione e ansia in tutto il mondo – questa terapia di nicchia è destinata a diventare ancora più popolare. La pandemia ha fatto emergere molti sentimenti ed emozioni difficili da definire e fare arte in presenza di un terapista riconosciuto può essere un modo consapevole e a bassa tecnologia per affrontarli.

Distribuzione dei soci Apiart sul territorio

Apiart dispone di 322 soci iscritti all'Associazione. Il 36,65% (118) in Lombardia, il 13,35% (43) in Piemonte, l'11,49% (37) in Emilia Romagna e il 6,52% in Umbria (21). I soci iscritti sono arteterapeuti professionisti e rispettano i principi etici dell'associazione. Essi diventano i principali artefici della missione di divulgazione dell'arteterapia, organizzando e promuovendo eventi gratuiti sul territorio, come in occasione della Giornata Europea dell'Arteterapia. Gli arteterapeuti trattano con normalità gli utenti. Il rispetto reciproco è così pieno da diventare nutrimento per l'autostima dei pazienti e promuove una rappresentazione valida e fiduciosa di loro stessi in rapporto con il mondo.

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