Ancora un "Po"?

La Rinaturazione del Grande Fiume

Il Po è il più esteso corso fluviale nazionale, un indiscusso punto di riferimento nella cartografia italiana. Temuto nelle giornate nebbiose e luogo di pace in quelle più soleggiate, il fiume è luogo d’incontro. Piccoli borghi, monumenti storici, dialetti, costumi, sapori, profumi, specie animali e vegetali protette: il Po è la dimora di tradizioni culturali e l'habitat di un ecosistema variegato.

 Sfruttato dall’industrializzazione, deturpato dagli insediamenti e danneggiato dal cambiamento climatico, il Po è più che mai a rischio e con lui anche il valore identitario che scorre nelle sue dolci acque. Il Progetto per la Rinaturazione del Po, inserito nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), si pone l’obiettivo di tutelare la biodiversità e favorire il ripristino ambientale del bacino fluviale.

Questo è un viaggio lungo il Po, fra Viadana, nel mantovano e Boretto, in provincia di Reggio Emilia, per raccontare il corso d’acqua più lungo d'Italia: un luogo speciale, da scoprire, proteggere e riscoprire ancora una volta.

«In uno dei canali che cominciavano a intersecare il nostro tragitto un pesce apparve e sparì con una capriola d’argento. Poco dopo ero in mezzo al fiume su una chiatta, nel mezzo dei mezzi del Po disastroso, pregno di onde sottaciute. Il passaggio dura quattro minuti e i gabbiani bianchi per effetti di luce sono neri. Attraversammo strade sotto il livello del mare ventilate solo dai pensieri, si era nella zona dove le terre cominciano a imbiancarsi, è il sale del mare prossimo che si mescola col fiume». (Cesare Zavattini, Straparole, Milano, Bompiani, 2018)

Storia e biodiversità del "Polmone d’Acqua”

Per i Greci era “Eridano”, “Bodinco” per Liguri, “Padus” per gli antichi romani. Nel Po scorre una storia millenaria quanto affascinante. Arteria commerciale del Settentrione italiano, il fiume ha contribuito a dare vita a fiorenti civiltà fino a dare forma a quella che è oggi la celebre "Food Valley", l'area gastronomica che nell'arco di pochi chilometri riunisce alcune perle della cultura culinaria italiana. Il Grande Fiume, così definito da Giovannino Guareschi nei racconti dedicati alle rocambolesche vicissitudini fra Don Camillo e Peppone nella "Bassa" emiliana, nasce oltre i 2000 metri di altitudine nella Piana del Re, nella vetta del Monviso. Da qui il corso fluviale, con i suoi 652 chilometri, attraversa Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto per poi raggiungere le acque salate della costa Adriatica.

Per la maggior parte della sua corsa, il Po scorre in un territorio pianeggiante, che proprio dal fiume prende il nome di Valle Padana. L’area è una delle zone più produttive, antropizzate ed industrializzate dell’intero Paese. Ospita uno dei più rari ecosistemi di fauna e flora selvatica a livello mondiale. Falchi, aironi, rane palustri, lontre, istrici e anguille trovano qui il loro habitat naturale insieme a canneti, pioppi bianchi e salici piangenti.

Ponte sul fiume Po tra Lombardia ed Emilia-Romagna

Ponte sul fiume Po tra Lombardia ed Emilia-Romagna

Ponte sul fiume Po tra Lombardia ed Emilia-Romagna

Ponte sul fiume Po tra Lombardia ed Emilia-Romagna

Ponte sul fiume Po tra Lombardia ed Emilia-Romagna

Ponte sul fiume Po tra Lombardia ed Emilia-Romagna

Ponte sul fiume Po tra Lombardia ed Emilia-Romagna

Ponte sul fiume Po tra Lombardia ed Emilia-Romagna

Ponte sul fiume Po tra Lombardia ed Emilia-Romagna

Ponte sul fiume Po tra Lombardia ed Emilia-Romagna

A show poster for Kellar, image
A photo of Kellar

"Spiaggia" di Boretto (Reggio Emilia), oggetto della crisi idrica durante l'estate 2022

"Spiaggia" di Boretto (Reggio Emilia), oggetto della crisi idrica durante l'estate 2022

A poster illustrating Kellar's "self-decapitation" illusion

"Spiaggia" di Boretto (Reggio Emilia), oggetto della crisi idrica durante l'estate 2022

"Spiaggia" di Boretto (Reggio Emilia), oggetto della crisi idrica durante l'estate 2022

A show poster of Kellar and 3 red devils

"Spiaggia" di Boretto (Reggio Emilia), oggetto della crisi idrica durante l'estate 2022

"Spiaggia" di Boretto (Reggio Emilia), oggetto della crisi idrica durante l'estate 2022

A poster of Kellar levitating a woman in a red dress

"Spiaggia" di Boretto (Reggio Emilia), oggetto della crisi idrica durante l'estate 2022

"Spiaggia" di Boretto (Reggio Emilia), oggetto della crisi idrica durante l'estate 2022

A poster of Kellar levitating a woman in a pink dress

"Spiaggia" di Boretto (Reggio Emilia), oggetto della crisi idrica durante l'estate 2022

"Spiaggia" di Boretto (Reggio Emilia), oggetto della crisi idrica durante l'estate 2022

A poster of Kellar levitating an Indian princess

"Spiaggia" di Boretto (Reggio Emilia), oggetto della crisi idrica durante l'estate 2022

"Spiaggia" di Boretto (Reggio Emilia), oggetto della crisi idrica durante l'estate 2022

Crisi idrica e desertificazione del “Grande Malato”

Una spensierata partita a bocce nelle domeniche soleggiate e relitti della Seconda Guerra Mondiale riemersi a poco a poco. Non si tratta di assurde illazioni, ma di immagini che raccontano con brutalità la quasi scomparsa del Po nell'estate 2022 fra Viadana, nel mantovano e Boretto, in provincia di Reggio Emilia.

«La peggior crisi da 70 anni ad oggi», così l’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po (Abdpo), una delle Autorità istituite nel 2016 dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, ha definito la drammatica siccità che ha colpito il Bacino Padano nei passati mesi estivi e che continua ad abbattersi in quelli invernali. Come ha registrato Legambiente, associazione ambientalista italiana, l'ecosistema del Po è stato messa a dura prova dalla crisi idrica. Nel 2022 la siccità ha fatto registrare livelli idrometrici allarmanti con -0,88 metri in provincia di Piacenza e -7,16 metri a Ferrara. L’emergenza ambientale ha generato l’avanzata del cuneo salino, ossia l’ingresso di acqua marina nelle falde e nelle aree lagunari, arrivata fino a 30 km dalla foce. Sempre secondo i dati riportati da Legambiente, le temperature nel bacino negli ultimi 30 anni sono aumentate a un rapido tasso, pari +2,5 gradi centigradi, mentre le precipitazioni sono in notevole calo, pari a -20 percento.

 A completare il critico quadro, si aggiungono gli allarmi relativi all’irrigazione agricola, all’approvvigionamento di acqua potabile e alla produzione di energia idroelettrica. L’inquinamento delle acque, l’eccessiva canalizzazione e il consumo di suolo hanno compromesso la biodiversità del fiume. Sono queste le principali criticità riscontrate dal World wide fund for nature (Wwf) Italia, organizzazione internazionale di protezione ambientale, nel rapporto del 2021 dedicato allo stato del fiume. Il Po è sempre più un fragile malato che richiede attente e precise cure, oltre che chiare risposte.

A show poster for Thurston the Great Magician, image

Il possibile cambio di rotta: il Progetto per la Rinaturazione del Po

In questo clima di incertezza in cui versa il destino del Grande Fiume, di rilievo è la sinergia di forze messe a disposizione da WWF Italia e dall’Associazione nazionale estrattori produttori lapidei affini (Anepla), con Adbpo e l’Agenzia interregionale per il Po (AiPo), associazione che riunisce le Regioni attraversate dal fiume. Questo attivismo corale ha portato alla stesura del Progetto per la Rinaturazione del Po, un elaborato programma ambientale con il chiaro obiettivo di cambiare rotta e far fronte all’emergenza del Po. Oggetto del Progetto è la fascia fluviale che si estende dalla provincia di Pavia fino a quella di Rovigo, coinvolgendo 32.431,18 ettari.

Dopo essere stato valutato positivamente dal Ministero della transizione ecologica, il Progetto è stato inserito nel Pnrr, il documento strategico che il Governo italiano ha predisposto per illustrare alla Commissione Europea come investirà i fondi relativi al programma “Next Generation EU” per far fronte ai danni economici e sociali causati dalla pandemia da Covid-19. Il processo di rinaturazione dopo essere stato sottoposto alla Commissione Europea ad aprile 2021, ha ricevuto un nuovo slancio operativo lo scorso 2 agosto 2022 con l’approvazione da parte della Cabina di Regia del Programma d'Azione, il documento contenente le priorità strategiche.

Il Pnrr ed in particolare la Missione 2, denominata “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, si pongono in linea di continuità con l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e con i 17 obiettivi sottoscritti dall’Organizzazione delle nazioni unite (Onu) per favorire la transizione verso un mondo sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico. L’intervento sul Po si adegua perfettamente anche alle indicazioni della Strategia europea per la biodiversità 2030, l’ambizioso piano europeo per proteggere la natura e invertire il degrado ambientale. Per rispondere agli obiettivi di sviluppo sostenibile, ai Paesi Membri dell'Unione Europea è stato chiesto un intervento a favore dei 25 mila chilometri di fiumi europei.

A poster of Thurston. World's famous magician and wonder show of the earth

Pioppi spogli in prossimità del bacino fluviale nel tratto mantovano del Po

Pioppi spogli in prossimità del bacino fluviale nel tratto mantovano del Po

An illustrated poster of Thurston levitating an Egyptian princess

Pioppi spogli in prossimità del bacino fluviale nel tratto mantovano del Po

Pioppi spogli in prossimità del bacino fluviale nel tratto mantovano del Po

Un progetto pilota?

Recupero delle attività turistiche della zona, ripristino del ruolo di corridoio ecologico, protezione della biodiversità e delle specie animali protette, miglioramento della salute umana: sono questi alcuni dei benefici che il processo di riqualificazione ambientale del Grande Fiume potrebbe portare alla filiera del turismo, dell’ambiente e della sanità.

Secondo le analisi condotte da Wwf Italia, l’ambizioso programma di rinaturazione si presenta come un progetto pilota capace di dare nuovo slancio alla protezione della biodiversità nel territorio italiano. L’attività di riqualificazione può essere replicata lungo tutti i principali fiumi d’Italia ed europei per favorire una vasta e concreta azione di intervento con l’obiettivo di limitare i danni dovuti al cambiamento climatico.

«…L’acqua è roba fatta per rimanere orizzontale, e soltanto quando è perfettamente orizzontale l’acqua conserva tutta la sua naturale dignità», così Giovannino Guareschi nei raccontati dedicati alla "Bassa" emiliana descriveva le acque del Po. Oggi queste parole riecheggiano più attuali che mai. Proprio questa delicata e fragile “dignità” sembra debba essere restituita con urgenza alle acque del fiume. Solo così il Grande Fiume potrà tornare ad essere tale e il contatto culturale fra lui e l'uomo verrà ristabilito.

A poster of Thurston. World's famous magician and wonder show of the earth

Tratto del fiume Po a Boretto (Reggio Emilia)

Tratto del fiume Po a Boretto (Reggio Emilia)

An illustrated poster of Thurston levitating an Egyptian princess

Tratto del fiume Po a Boretto (Reggio Emilia)

Tratto del fiume Po a Boretto (Reggio Emilia)

«...procedendo nella discesa c’è una crescita della dimensione divina del fiume che piano piano diventa sempre più femminile e sempre più Dio, ad un certo punto non è più un elemento del paesaggio ma una persona, un’entità, qualcuno con cui rapportarsi. […] Noi oggi avremmo proprio bisogno di ritrovare la divinità delle acque, ma anche quella delle montagne, della natura nei confronti della quale abbiamo perso il contatto». (Paolo Rumiz, Il Fiume che scendendo al mare si fa Dio: intervista a Paolo Rumiz, REM)

Kellar has vanished and the princess remains., image
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