Quando l'arte diventa un ponte
Sostenibilità e valorizzazione del territorio: le periferie di Street Art for Rights
A piedi su via di Settecamini
Dal civico 108 di via di Settecamini, nella periferia est della capitale, prende vita uno spettacolo inatteso. Lo sguardo, abituato all'asfalto delle strade trafficate, viene catturato improvvisamente da squarci di colore vivace che spezzano, senza attaccarla, la continuità dei tipici muri rossi dell'ex borgata romana.
Camminando per la via principale, diventa subito evidente che non si tratta di qualche pennellata isolata, ma che esiste un progetto dietro quelle tinte. Non c'è nulla di casuale, infatti, nelle opere d'arte - perché di questo si tratta - che hanno popolato il quartiere.
Una, in particolare, invita a fermarsi, perché, come nelle fiabe di Andersen, guida letteralmente il passante, attraverso segnali, a scoprirla.
Le colombe origami segnalano l'opera
Le colombe origami segnalano l'opera
Basta seguire il percorso per trovarsi di fronte una donna: ha i capelli scarlatti, simili alla parete che la accoglie, due bilance iconiche come orecchini, veste di bianco e tra le braccia stringe con delicatezza una colomba.
Quella donna, lo si vede con chiarezza nonostante l’arte si offra sempre alla soggettività individuale, è la personificazione della giustizia. E la gestualità delle sue mani rimanda alla cura - evocata intrinsecamente dalla figura femminile - indispensabile nei confronti di un’entità fragile e sempre minacciata, qual è la pace.
L’opera si fa così appello a proteggere le fondamenta della civiltà ed è proprio il suo valore simbolico a collocarla al di là dell’espressione estetica, per inserirla in un disegno più ampio, di ordine universale: lo sviluppo umano.
“Pace, giustizia e istituzioni solide” non è infatti solo il titolo del murales in questione, realizzato da Manuela Merlo (in arte UMAN), ma anche il sedicesimo obiettivo dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile dell’ONU, stella polare dell’iniziativa, patrocinata da Culture Roma, Street Art for Rights, che ha scelto proprio i quartieri periferici della capitale, da Settecamini a Corviale, come tele per ospitare le interpretazioni artistiche della sostenibilità.
Un progetto, ideato da Giuseppe Casa e curato da Oriana Rizzuto, che assume i contorni di una vera missione di riqualificazione, volta a trasformare Roma in un museo a cielo aperto, facendo leva sulla straordinaria forza comunicativa dell’arte urbana - accessibile e inclusiva per definizione.
Adesso, accanto alla Giustizia, abitano a Settecamini profili multiformi, realistici o concettuali, più spesso sospesi o, talvolta, già radicati nell'immaginario collettivo. Veicolano tutti un messaggio cruciale, ma, innanzitutto, trasformano la fisionomia di un quartiere che vuole rinascere, risvegliano stupore e suscitano domande. Non è poco.
La parola a Manuela Merlo (UMAN)
La parola a Manuela Merlo (UMAN)
1-Sconfiggere la povertà (Flavio Solo): il primo obiettivo dell'Agenda 2030 è iconicamente affidato a Robin Hood, il ladro per antonomasia che ruba ai ricchi per donare ai poveri.
1-Sconfiggere la povertà (Flavio Solo): il primo obiettivo dell'Agenda 2030 è iconicamente affidato a Robin Hood, il ladro per antonomasia che ruba ai ricchi per donare ai poveri.
2-Sconfiggere la fame (Diamonds): un riferimento alla cultura orientale, la legge della domanda e dell'offerta.
2-Sconfiggere la fame (Diamonds): un riferimento alla cultura orientale, la legge della domanda e dell'offerta.
Via di Settecamini accoglie così il passante, stupendolo con pitture iperrealiste e poi, ancora, con forme astratte e stravaganti.
Le opere di Street Art for Rights si fondono con l'ambiente circostante, risultando un naturale - seppur straordinario - prolungamento dello spirito dei luoghi.
Street Art for Rights
Il progetto nasce nel 2020 e coniuga valorizzazione del territorio, sostenibilità e diritti sociali. Facendo suoi i 17 obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile dell’Onu, Street Art for Rights ha dato forma e spazio ad altrettanti murales creativi, realizzati da artisti internazionali, nei quartieri difficili di Roma.
Nella terza e ultima edizione, Settecamini, Corviale, Ponte Mammolo e Marconi sono così diventati il cuore pulsante di un’arte che diventa ponte, infrangendo le barriere. Un richiamo eclatante a rivolgere lo sguardo alle aree spesso invisibili della capitale, riportandole alla luce, e a sensibilizzare sulle tematiche chiave della contemporaneità.
Dalla povertà alla salute, passando per il lavoro e la lotta al cambiamento climatico, fino ad approdare alla pace e alla giustizia, i muri cittadini si elevano a simbolo della volontà di costruire un futuro migliore, divenendone rappresentanti tangibili. E con un movimento centrifugo rispetto al centro della capitale, il progetto fa un ulteriore passo, promuovendo un obiettivo Zero (incarnato dalla sua stessa esistenza), affidato alle periferie: la diffusione della cultura della sostenibilità.
Street Art for Rights, nello specifico, intende rimettere in connessione con il resto della città le aree più delicate, portarle alla ribalta, sempre con il coinvolgimento dell’intera comunità.
La partecipazione collettiva è infatti alla base del processo di realizzazione delle opere, che si nutrono proprio dell’apertura dialogica (non solo tra individui, ma anche tra uomo e territorio) e del confronto costante che l’iniziativa pone in essere. Coltivare spazi dedicati all’arte nel rispetto della legalità e rendere quindi fruibili i murales, in funzione dell’obiettivo Zero, sono gli aspetti che completano - ma non esauriscono - le aspirazioni del progetto.
Tutti la vediamo, ma non sempre la conosciamo: un approfondimento sulla street art.
Street art a Corviale: il "Serpentone" - così è stato ribattezzato il colossale complesso architettonico, ormai simbolo del quartiere - è richiamato dal cobra rappresentato sul muro.
Street art a Corviale: il "Serpentone" - così è stato ribattezzato il colossale complesso architettonico, ormai simbolo del quartiere - è richiamato dal cobra rappresentato sul muro.
Storie di periferia
Settecamini, da borgata rurale a galleria d'arte
Deve il suo nome al fatto che, nel XVI secolo, su un antico casale, denominato "Fornaccio" erano presenti sette comignoli. Proprietà rurale del duca di Torlonia, l'area è rimasta pressoché disabitata fino alla Prima Guerra Mondiale, quando ha preso forma la costruzione di alcuni edifici, con terreno agricolo, da destinare ai reduci. La successiva creazione di centri di colonizzazione, nel 1922, ha trasformato lentamente l'assetto della zona. Negli anni Cinquanta è stato rinvenuto un notevole sito archeologico, richiamo turistico per i visitatori della capitale.
Dal 2020 Settecamini, ospitando più della metà dei murales concepiti dall'iniziativa, è epicentro della creatività urbana di Street Art For Rights. Una vera galleria d'arte, alla portata di tutti - e senza il costo del biglietto.
Corviale, l'identità oltre il cemento
Si distingue per la monumentale struttura architettonica in cemento, realizzata tra 1975 e 1984, chiamata "Serpentone" a causa della lunghezza (circa 1 km). L'edificio, che nelle intenzioni dei costruttori doveva porsi come soluzione alternativa ai quartieri dormitorio privi di servizi, è diviso in tre parti e accoglie circa 4.500 abitanti. Nonostante i tentativi di riconversione nel corso degli anni, le critiche e perfino le proposte di abbattimento, il complesso popolare di Corviale è rimasto in piedi, diventando, suo malgrado, emblema del degrado che affligge le periferie.
Oggi il quartiere, grazie alla spinta di numerosi piani di riqualificazione, tra cui le opere di street art che ne sottolineano l'identità grintosa, punta a emanciparsi dai pregiudizi dell'immaginario collettivo.
The Big Wall: la facciata del Serpentone di Corviale si anima con la street art. Un'opera imponente, realizzata dall'artista olandese Judith de Leeuw.
Si può notare il disegno preparatorio. Un lavoro minuzioso, sorprendente, considerate le gigantesche dimensioni del muro.
Icaro, ignorando gli avvertimenti e noncurante dei suoi limiti, precipita in mare nel tentativo di raggiungere il sole. L'artista ha ripreso il mito come metafora per una società accecata dal profitto che va incontro, inevitabilmente, al tracollo.
Una rete artistica e sociale
Ogni edizione di Street Art for Rights è stata scandita dalla realizzazione di Tavole Rotonde in collaborazione con ASviS, l'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile. Hanno partecipato, oltre agli artisti, tutti i rappresentanti dei partner istituzionali, per dare corpo a un'intesa sistematica sui punti nevralgici del progetto.
L'iniziativa, vincitrice dell'Avviso Pubblico “Contemporaneamente Roma 2020-2021-2022”, curato dal Dipartimento Attività Culturali, è organizzata dall'associazione Taste and Travel, con il contributo di MArteSocial e Marte Gallery, e realizzata con il supporto della SIAE, la Società Italiana degli Autori ed Editori. Tra le numerose partnership figurano anche il World Food Programme Italia, la Comunità di Sant'Egidio, il Museo delle Periferie, il Forum Disuguaglianze e Diversità e Italia che cambia.
Durante le tre edizioni hanno inoltre preso il via campagne di crowdfunding per offrire un aiuto concreto sul piano umanitario. Una rete eccezionale che si è venuta a creare nel nome dell'arte e che ne dimostra la capacità pervasiva di stimolo al cambiamento.
Tina Loiodice rappresenta il diritto a un'infanzia felice (Settecamini).
Tina Loiodice rappresenta il diritto a un'infanzia felice (Settecamini).
Proposte di rinascita: il Mitreo di Corviale
A dimostrazione del fatto che l'arte è un fattore propulsivo, mai banale, rispetto alle trasformazioni, anche piccole ma decisive, sta il Mitreo di Corviale.
Un vero e proprio presidio culturale, volto a fare della sperimentazione artistica collettiva una risorsa centrale per l'individuo, all'interno del contesto complesso di una realtà popolare.
Nato dalla volontà di recuperare un ambiente altrimenti destinato al degrado e diretto da Monica Melani, che lo cura con passione dal 2007, il Mitreo Iside organizza corsi inclusivi di danza, pittura creativa, teatro, musica e insegnamento linguistico per ogni età. Si propone come baluardo dell'espressione artistica del cittadino, saldamente ancorato alla convinzione che l'arte può e deve essere uno strumento salvifico rispetto all'isolamento e all'abbandono.
Frutto di un'opera di rigenerazione, lunga e costante, ha mutato forma più volte per offrirsi come polo sicuro per gli abitanti della zona (e non solo). Durante il lockdown, nel 2020, è divenuto un punto di raccolta e distribuzione di beni di prima necessità. Oggi continua a svolgere il suo ruolo vitale all'interno della comunità, mettendo a disposizione una connessione stabile con un mondo creativo e solidale.
Durante le edizioni di Street Art For Rights, il Mitreo è divenuto sostegno indispensabile alle attività di valorizzazione del territorio, accogliendo laboratori, festival e mostre fotografiche inerenti all'iniziativa. Un centro poliedrico che crede nella città, nell'uomo e nella virtù del rinnovamento.
Un bilancio
Oggi tutti gli Obiettivi dell'Agenda 2030 abitano a Roma. È stato un percorso denso e, stando alle parole della curatrice Oriana Rizzuto, non sempre lineare, ma l'entusiasmo e la passione hanno permesso di portare infine a compimento lo schema originale. Un traguardo che ha tutto il sapore di una vittoria collettiva.
Intorno ai murales si stanno profilando movimenti di fotografi e curiosi. Non importa se timidi o discontinui: sono segnali di dinamismo che irradiano le periferie e si oppongono all'idea di lasciarle appassire sullo sfondo di una metropoli.
Street Art for Rights ha reso concreta l'Agenda 2030, ma ha dato insieme respiro a un'arte urbana che si estende al di là del tema adottato, per un totale di oltre trenta opere. In tre anni, infatti, anche Cassino e Fiumicino si sono arricchite di dipinti esuberanti, mentre i muri di una Roma colorata e inedita hanno conosciuto modalità espressive sempre nuove, grazie al ventaglio di artisti internazionali che l'iniziativa ha messo in campo.
8- Lavoro dignitoso e crescita economica (Micidial Crew): una scena ispirata a Charles Dickens per raccontare la povertà, ancora attuale.
8- Lavoro dignitoso e crescita economica (Micidial Crew): una scena ispirata a Charles Dickens per raccontare la povertà, ancora attuale.
Polonia, Svezia, Spagna, Venezuela: sono alcuni dei luoghi di nascita degli autori coinvolti, distanti per collocazione geografica, ma intonati nella sensibilità e nell'urgenza di promuovere una via alternativa per ristrutturare la realtà.
Intanto, Street Art For Rights consolida il suo legame con l'uomo, con i diritti e con l'ambiente, confidando nel senso di meraviglia che l'arte, sapientemente, ha sempre saputo infondere. Un antidoto, davanti al torpore quotidiano, su cui vale la pena scommettere.
4-Istruzione di qualità (Ria Lussi): trittico che comprende ignoranza, bestialità e inerzia, le tre caratteristiche - esorcizzate attraverso la stilizzazione fiabesca - che ostacolano la cultura e la sua diffusione.
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9- Imprese, innovazione e infrastrutture (Virginio Vona): una città utopica stimola la riflessione sul futuro.
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10 -Ridurre le disuguaglianze (Attorep): due volti privi di connotazione di genere o etnia si scambiano uno sguardo di intesa reciproca.
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13- Lotta al cambiamento climatico (Fabio Petani): un ghiacciaio si scioglie, trasformandosi in deserto. Una clessidra segna lo scorrere inesorabile del tempo.
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15-Vita sulla Terra (Natalia Rak): una creatura fiabesca, seduta su un tronco tagliato simbolo della deforestazione, suona il flauto, risvegliando il moto della natura.
15-Vita sulla Terra (Natalia Rak): una creatura fiabesca, seduta su un tronco tagliato simbolo della deforestazione, suona il flauto, risvegliando il moto della natura.
5- Parità di genere (Oblocreature): a essere rappresentata è Yayoi Kusama, artista che ha sempre combattuto contro pregiudizi e sessismo.
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6- Acqua pulita e servizi igienico-sanitari (Stereal): l'attenzione è rivolta alla solidarietà reciproca.
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14-Vita sott'acqua (Barbara Oizmud): una creatura antropomorfa scivolata negli abissi può essere fonte di distruzione ma anche faro di speranza per una rinascita dei mari.
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