Alle Porte della Fame
La guerra in Ucraina e le sue ripercussioni globali
Donna del timbuktu che lavora il grano
Donna del timbuktu che lavora il grano
Pastore somalo che osserva il suo gregge
Pastore somalo che osserva il suo gregge
Ezra Ngala, un operaio edile irregolare, vive in un quartiere povero nella capitale del Kenya, Nairobi. "Sto cercando di sopravvivere", dice mentre spiega che non può dare da mangiare a sua moglie e suo figlio di quattro anni.
“Negli ultimi mesi c'è stata un'ondata di persone come me che hanno sofferto la fame. Il governo dice che la guerra in Ucraina è la causa di tutto questo”. Le parole di Ezra riassumono l'allarmante situazione della fame in Africa che rischia di intensificarsi nei prossimi mesi.
La crisi alimentare si estende in tutto il continente, dalla Mauritania e dal Burkina Faso a ovest fino alla Somalia e all'Etiopia del est. I tassi di malnutrizione stanno aumentando a causa del deterioramento del potere d'acquisto e del limitato accesso a una dieta sana e equilibrata. La situazione sta costringendo centinaia di migliaia di persone a trasferirsi in comunità diverse e vivere con famiglie ospitanti che a loro volta vivono già nelle condizioni molto difficili. In risposta, il CICR intensificherà le operazioni in dieci paesi in stretto coordinamento con altre componenti del Movimento internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa per supportare altri 2,8 milioni di persone. La Somalia è stata particolarmente colpita, il bestiame, uno dei principali mezzi di sostentamento nel Corno d'Africa, è affetto dalla persistente siccità.
"È una tempesta perfetta dentro una tempesta perfetta", ha affermato David Beasley, direttore esecutivo del World Food Program, un'agenzia delle Nazioni Unite. Definendo la situazione "assolutamente critica”.
Secondo l'analisi del marzo 2022 del Cadre harmonisé (CH), 38,3 milioni di persone saranno in crisi alimentare e nutrizionale in giugno-agosto se non si farà nulla, rispetto ai 27,3 milioni nello stesso periodo del 2021, con un aumento del 40,2% in un anno.
Bambina etiope
Bambina etiope
Bambina africana della tribù Masai, Kenya
Bambina africana della tribù Masai, Kenya
<<L'Africa ostaggio della Russia>>
La guerra in ucraina ha aggravato una crisi alimentare in Africa e a pagarne le conseguenze sono in milioni. L’aumento globale dei prezzi del petrolio, gas, olio commestibile, zucchero e grano mette a dura prova un sistema già indebolito dalla crisi pandemica e dalla crisi climatica. Infatti, i paesi del corno d’africa e del centro africa si sono ritrovati ad affrontare un’insicurezza alimentare che sta già provocando effetti catastrofici sulla popolazione. Oltre all’aumento della malnutrizione, c’è anche il rischio di agitazione sociale che potrebbe destabilizzare i governi dei paesi più colpiti. Non a caso, a maggio l’aumento dei prezzi del cibo ha spinto il Chad a dichiarare un’emergenza alimentare, in Uganda sei manifestanti sono stati arrestati a seguito di proteste contro l’aumento dei prezzi alimentari e in Kenya la popolazione ha manifestato contro l’aumento dei prezzi. Le persone hanno fame e la realtà è che non possono competere con dei prezzi che aumentano giorno per giorno. Oltre alle famiglie, anche i commercianti vengono colpiti duramente dalla situazione economica, poiché i consumatori sono costretti a risparmiare il denaro e spenderlo solo dove necessario.
È chiaro che il cibo è stato trasformato in un’arma politica da parte della Russia, che vede nella destabilizzazione dei mercati africani, causata indirettamente dalla loro invasione dell’Ucraina, una potente narrativa propagandistica da scagliare contro l’occidente. Lo stesso Lavrov, in una conversazione con il segretario generale ONU Guterres, ha affermato che le esportazioni di cibo e fertilizzante soffrono complicazioni per colpa delle sanzioni occidentali, biasimando questi per la crisi alimentare.
