Città e comunità sostenibili

Come Milano e le sue aziende

puntano al green

aerial nature photography of green palms on seashore during daytime

Milano, Italia

aerial nature photography of green palms on seashore during daytime

Vista dal 25°piano della Unicredit Tower

Vista dal 25°piano della Unicredit Tower

<<O mia bela Madunina che te brillet de lontan
Tuta d'ora e piscinina, ti te dominet Milan (...)
Si vegni senza paura, num ve songaremm la man
Tucc el mond a l'è paes e semm d'accord
Ma Milan, l'è on gran Milan>>
Giovanni D'Anzi

"Milan, l'è on gran Milan" come dice la famosa canzone che ogni milanese doc conosce bene. Milano, o Mediolanum come era chiamata dai latini, da sempre è considerata un passo avanti in quanto a innovazione e ad affari tanto che alcuni l'hanno soprannominata la "capitale economica" del nostro Paese. La metropoli però deve il suo sviluppo anche ad anni di industrializzazione senza tener conto delle conseguenze sulla salute delle persone e sull'ambiente; deve fare i conti infatti spesso con l’inquinamento dell'aria da Pm10 che la avvolge in un tossico e letale abbraccio per i suoi abitanti, esondazioni e dissesto idrogeologico da parte del fiume Lambro dovuti alla quantità eccessiva delle piogge per colpa del cambiamento climatico (e alla mancata prevenzione) e il continuo consumo di suolo da parte del triste e grigio cemento.

Gli abitanti dei centri abitati come il capoluogo lombardo vogliono città che offrano opportunità per tutti, con accesso ai servizi di base, all’energia, all’alloggio, ai trasporti e molto altro ma anche una città che non danneggi la propria salute; una città commerciale e nevralgica come Milano, spesso vittima per esempio dello smog, come pensa di affrontare le sfide poste dall’Onu per le città? E le grandi aziende possono diventare delle preziose alleate in queste battaglie?

La Unicredit Tower, divenuta uno dei simboli moderni di Milano

La Unicredit Tower, divenuta uno dei simboli moderni di Milano

La Unicredit Tower, divenuta uno dei simboli moderni di Milano

Città e settore produttivo uniscono spesso le forze e come si è visto molte volte questo porta a risultati positivi dato anche la generosità che i privati portano con finanziamenti per riqualificare le zone delle città, non solo nei cuori dei centri storici ma anche nel ventre delle periferie.

Riqualificare naturalmente ai giorni d'oggi non significa solo rendere più bella una zona ma anche renderla più sostenibile e più sicura per la nostra salute per esempio evitando di far venire ai cittadini il respiro corto per le polveri sottili, cosa però frequente in tutta la Pianura Padana che è stata classificata come una delle zone più inquinate d'Europa.

La città guarda con grande interesse all’agenda 2030 stilata dall’Onu prendendo come stella polare il goal numero 11 che affronta i target e gli strumenti di attuazione per rendere le città e gli insediamenti umani più inclusivi, duraturi, sicuri e sostenibili.

Le architetture 2.0 di Milano

Durante il Forum per la Rigenerazione Urbana tenutosi a Milano nel mese di Ottobre, si è parlato di case accessibili, della città di prossimità, della qualità urbana e della sostenibilità ambientale come riportato dallo stesso Comune di Milano, ma a spiegare i contenuti del Forum è stato lo stesso assessore alla Rigenerazione urbana, Giancarlo Tancredi che è intervenuto affermando che <<pensiamo ad un Piano di Governo che metta al centro quattro anime della città, che chiameremo "Cittàsostenibile", "Cittàprossima", "Cittàbella" e "Cittàequa">>.

Vi sono già progetti realizzati (e alcuni da realizzare) per un'edilizia più green e a basso impatto ambientale; dai grattacieli che hanno superato ormai la Madonnina del Duomo, infrangendo quella vecchia tradizione (che a un certo punto della storia divenne anche legge) di non superare in altezza la statua d'oro sulla cattedrale, a dei veri e propri "smart district" con moduli abitativi e attività commerciali:

Citylife, lo smart district d'eccellenza

Dopo il trasferimento della maggior parte del quartiere fieristico nel polo di Rho nel 2004 è iniziata la nuova vita di questo quartiere.

Con una superficie totale di 255 000 mq dove vi è una forte presenza del verde, che regala inoltre la più grande area pedonale di Milano, Giancarlo Tancredi, Assessore alla Rigenerazione Urbana di Milano, sottolinea <<andiamo avanti nella nostra strategia e rispondiamo così a chi, in qualche modo, vuol far passare Milano per una città poco vivibile. Diamo più verde ai cittadini milanesi, verde più vivibile e di qualità>> .

Questo enorme progetto di riqualificazione fu affidato a tre grandi architetti di fama internazionale: Arata Isozaki, Daniel Libeskind e la compianta Zaha Hadid, venuta a mancare nel 2016, e i loro simboli sono le tre torri soprannominate rispettivamente "il Dritto" (Torre Isozaki), "lo Storto" (Torre Hadid) e "il Curvo" (Torre Libeskind).

Il progetto ha subito dei ritardi ma alla fine lo scopo è stato raggiunto e grazie alla sua realizzazione è stato possibile riqualificare e trasformare una zona non solo che attiri le persone grazie all'enorme parco che circonda le torri, dove è possibile praticare sport o attività ricreative, e al cosiddetto "Shopping district" con attività di svago e commerciali, ma anche di attirare investitori dall'estero che decidano di investire nel nostro Paese avendo come punto di riferimento Milano e partecipando attivamente alla riqualificazione della città.

L’area dell’ex quartiere fieristico è stata protagonista di questo progetto di rigenerazione urbana che ha avuto il maggiore successo in Europa, e ha ottenuto nel 2023 premi molto facoltosi nell'ambiente edilizio e della sostenibilità, come il "Leed for Cities and Communities", che valuta la progettazione, lo sviluppo e la gestione di comunità dal punto di vista ambientale, sociale ed economico, premiando il minore impatto possibile sull’ambiente; il "Well for Community", che valuta invece lo sviluppo di una comunità inclusiva e integrata, in grado di impattare positivamente sul benessere psico-fisico delle persone e il "Sites", per la prima volta consegnato a una città europea che contribuisce specificamente alla creazione, allo sviluppo e alla gestione di spazi esterni e paesaggi sostenibili e rispettosi della natura.

Citylife poi la si può anche riconoscere per le case che i tre architetti hanno progettato insieme alle torri e che ricordano le linee sinuose di navi in mezzo all'oceano con alcune parti in legno per poter dare un'anima più ecologica possibile anche se vi è da sottolineare che non sono abitazioni per tutte le tasche; e qui sarà fondamentale anche per le nuove costruzioni rispettare gli standard dell'agenda 2030 dell'Onu dove si sottolinea l'importanza di alloggi sostenibili e accessibili a tutti.

Il progetto di Citylife però attende la costruzione di un'ultima opera edilizia per completare il quadro progettato anni fa, ovvero la "CityWave", cioè l'edificio a forma di onda che sarà alimentato esclusivamente da fonti rinnovabili: il primo, ad ubicazione di uffici, a superare l'impatto zero. Ricoperto da 11 mila mq di pannelli fotovoltaici, CityWave consumerà circa il 45% in meno, con un risparmio annuo di 500 tonnellate di CO 2 (equivalenti alle emissioni assorbite da circa 20 mila alberi) con una sofisticata strategia energetica ed idrica che prevede la raccolta ed il riuso delle acque piovane. CityWave ha già ottenuto tre certificazioni internazionali di sostenibilità ai massimi livelli ed è quindi l’unico edificio in Italia ad aver raggiunto queste tre importanti certificazioni internazionali al livello più alto.

Bosco Verticale e la Biblioteca degli Alberi

Divenuto uno dei simboli della moderna edilizia, Bosco Verticale è anche il prototipo dell'architettura che si basa sul rispetto della biodiversità, dove al centro si pone l'uomo ma anche il rapporto tra altre specie viventi.

Formato da due torri di 80 e 112 m, il complesso ospita 800 tra piante di diversa grandezza, 15 000 piante perenni e 5000 arbusti; una vegetazione che equivale a 30 000 mq di bosco.

Il muro vegetale "regola" l’umidità, produce ossigeno e assorbe CO2 e polveri sottili, generando un microclima interno senza effetti dannosi sull’ambiente e che anzi aiuta a purificare l'aria inquinata della città. Si tratta quindi di un ambizioso progetto di riforestazione metropolitana che, attraverso la posa verticale del verde, si propone di incrementare la biodiversità vegetale e animale, in quanto grazie a questo progetto si è creato un habitat speciale per 1600 specie tra uccelli e farfalle, e di ridurre l'espansione urbana.

Il progetto è stato ideato dall'architetto Stefano Boeri, divenuto famoso in tutto il mondo grazie al Bosco Verticale tanto che si sta cercando insieme a lui di ideare anche in altre città questo simbolo architettonico; secondo Boeri <<il futuro è nella fusione tra natura e città>> e infatti vede le grandi metropoli riprogettate come "Città arcipelago" dove <<i quartieri sono circondati dal verde e serviti da mezzi pubblici efficienti e sostenibili>>. Milano però per lui rimane un grande laboratorio dove poter progettare le proprie idee da esportare poi nelle altre città del nostro paese ed estere.

A fare da scenario al Bosco verticale ci pensa la "Biblioteca degli alberi" (Bam), un parco di 10 ettari che va a formare un giardino contemporaneo con forme geometriche irregolari concepito come una biblioteca botanica urbana: oltre 100 specie vegetali, più di 500 alberi che formano 22 piccole foreste circolari e piante aromatiche, siepi, arbusti, bulbi e rampicanti.

La presenza di un laghetto con piante acquatiche contribuisce a creare un piccolo ecosistema favorevole per gli uccelli e gli insetti impollinatori, con anche due "Bugs Hotel" posizionati in un’area che ospita una moltitudine di piante da nettare, con l’obiettivo di salvaguardare e incentivare ancora di più la biodiversità cittadina.

Mind: il nuovo centro ricerca di Milano

Dopo lo smantellamento delle strutture e dei padiglioni Expo del 2015 è iniziata una nuova vita per questo sito, e lo si sta convertendo nel più grande centro di ricerca biomedica e genetica; su un’area di 1 milione di mq, Mind ospita anche lo Human Technopole (ex Padiglione Italia dell' Expo) , l’Ospedale Galeazzi (quasi terminato) e il campus dell'Università Statale per le materie scientifiche, con migliaia di studenti e ricercatori che andranno a popolarlo.

Questo nuovo progetto che sta sorgendo è anche ricco di esempi di progetti da esportare in tutto il paese, tanto che Mind viene definito <<la trasformazione in realtà di un sogno per l'Italia>> come affermato in varie interviste da Igor De Biasio, amministratore delegato di Arexpo (la società che ha acquisito le aree destinate a ospitare Expo Milano 2015) .

Uno degli esempi presenti in questo nuovo smart district è il nuovo Ospedale Galeazzi dove per esempio sia il sistema termico e sia il trattamento dell’aria si alimenteranno in gran parte col fotovoltaico e il solare. I materiali scelti poi per la costruzione dell'edificio sono ecosostenibili, autopulenti e, nota molto importante, capaci di assorbire lo smog della città.

L'intero distretto baserà tutto sull'economia circolare, che è un altro tratto importante. Sempre secondo De Biasio <<i 30mila metri cubi di macerie derivanti dai padiglioni e dagli altri palazzi della vecchia Expo vengono distrutti e riciclati per oltre il 90%, per essere riusati in fase di costruzione delle nuove strutture con anche un importante utilizzo di legno riciclato>>. Tutti gli edifici sono studiati in maniera da evitare qualsiasi spreco di energia, acqua e luce. Così come anche la digitalizzazione, che sarà massiccia, in quanto elemento decisivo non solo per migliorare la qualità della vita delle persone che vi si stanzieranno, ma anche per ridurre il più possibile l’uso di risorse non necessarie.

Altro aspetto fondamentale previsto è la mobilità in quanto la viabilità tradizionale sarà ridotta quasi a zero. Ci si sposterà su mezzi elettrici e piste ciclabili. E il "Mind Village", la zona che oltre alle aziende ospiterà anche gran parte delle strutture abitative, è previsto come una grande area di sperimentazione delle "tecnologie driverless" infatti sarà un test permanente della mobilità del futuro, con auto e bus a guida autonoma.

Il ruolo delle aziende in una società sostenibile

Il principio guida che le aziende da qualche anno seguono non può che essere la sostenibilità, ormai divenuta vitale anche nel settore economico-produttivo. In questo scenario, anche le imprese sono chiamate a fare la loro parte e ad adottare comportamenti aziendali responsabili e sostenibili. Questa "sensibilità" sta infatti crescendo, e la cosiddetta "sostenibilità aziendale" sta diventando sempre di più un tema impossibile da ignorare e come i governi e i cittadini, anche le imprese sono chiamate alle loro responsabilità. Il Pnrr stesso va in questa direzione: alla rivoluzione verde e transizione ecologica sono stati infatti devoluti 59,47 miliardi (il 37% dei fondi totali) secondo i comunicati stampa di Palazzo Chigi.

L'Oréal per esempio, specializzata nella produzione di prodotti di bellezza e cosmetica, quanto deve investire a livello di risorse, essendo una multinazionale di livello globale, per diminuire l'impatto ambientale nella propria catena produttiva? Cosa ha fatto l'azienda fino ad oggi per pensare più in green? Insieme ad Alberto Neviolo, dipendente dell'azienda che mi ha presentato i dati, abbiamo affrontato questo tema.

Le motivazioni che mi hanno portato ad analizzare il caso L'Oréal riguardano non solo le dimensioni dell'azienda in quanto è una multinazionale, ma anche per il settore in cui opera ovvero la cosmetica e quindi la chimica e i suoi derivati.

Secondo Quantis (che è una società di consulenza ambientale) <<le emissioni di gas serra dell'industria cosmetica sono comprese tra lo 0,5% e l'1,5% e i passaggi più inquinanti del ciclo produttivo sono l'estrazione delle materie prime (10%), packaging (20%), trasporto (10%) e l'utilizzo stesso del prodotto (40%)>>. Il settore è sempre più attento alla sostenibilità e al green ma la strada è ancora lunga. Sempre secondo Quantis <<le aziende vogliono rispettare il volere dei consumatori che vorrebbero un imballaggio sempre più sostenibile o riutilizzabile, ingredienti ottenuti da fonti rinnovabili, una riduzione della produzione di Co2, e meno spreco delle risorse idriche>>.

Per una produzione sempre più ecosostenibile il nostro ruolo di consumatori è fondamentale: dalle aziende (tutte, non solo quelle del settore chimico) è necessario pretendere trasparenza perché sostenibilità non significa solo rendere la confezione riciclabile, ma anche durante la produzione ogni prodotto deve essere creato rispettando l'ambiente, i suoi abitanti e anche i dipendenti, cosa da non sottovalutare.

yellow black and blue bird on brown tree branch, image

La storia di questa azienda comincia nel 1907 quando Eugène Schueller, giovane chimico francese creò una formula di sintesi che permetteva di tingere i capelli. Col passare del tempo l'azienda cresce con successo e nel 1957 Liliane (nella foto), figlia di Schueller, eredita dal padre il pacchetto azionario di maggioranza di L'Oréal, che ha detenuto sino alla sua morte, avvenuta a 94 anni, il 21 settembre 2017.
Liliane, che nel 1950 sposò il politico francese André Bettencourt (di cui assunse il cognome) divenne poi col tempo la persona più ricca di Francia e la donna più ricca del mondo, con un patrimonio di oltre 40 miliardi di dollari. La vita di Liliane è stata molto agiata e ricca di colpi di scena tra scandali e persino controversie legali contro la stessa figlia Françoise Bettencourt-Meyers, che voleva la tutela legale per il patrimonio della madre perché secondo lei era stata raggirata dal famoso fotografo francese François-Marie Banier a cui la donna tra il '97 e il 2007 ha sborsato una cifra per regali, cene e opere d'arte di Picasso e Matisse di circa 917 milioni di Euro e che successivamente il fotografo però ha dovuto restituire pagando una multa da sei zeri .

Vita lussuosa e sopra le righe che anche il colosso dello streaming Netflix ha deciso di produrvi una serie per farci capire e spiare "dal buco della serratura" come viveva la donna più ricca del mondo tra curiosità e aneddoti come dai <<mazzi da un milione di euro in banconote da 500 che occupavano il volume di cartoni di latte sparsi per la casa>>, come citato dalla cronista Corinne Audoin, che usava per pagare i suoi 20 collaboratori domestici alla sua dimora dove secondo alcuni sembrava di stare in "Downton Abbey".

yellow black and blue bird on brown tree branch, image

Nonostante le vicissitudini che hanno riguardato la Bettencourt, l'azienda è sempre stata solida e si è sviluppata diventando appunto una multinazionale leader nel suo settore con sedi in tutto il mondo.

Proprio qui a Milano L'Oréal sta costruendo una nuova sede (progetto in foto) per potersi trasferire a fine 2024 ed è interessante perché questa struttura viene costruita all'interno del nuovo smart district denominato "The Sign" che va a riqualificare un vecchio sito industriale dove sorgevano le "Fonderie Vedani"; "riqualificazione" che è un altro punto fondamentale inserito nell'agenda dell'Onu 2030. Un palazzo che naturalmente rispetterà tutti i nuovi canoni energetici e a basso impatto ambientale e che sorgerà vicino alle nuove sedi di Aon e NTT Data, con la realizzazione di una nuova area alberata.

Per attuare politiche green d'impatto naturalmente servono risorse economiche elevate e si deve iniziare nel più breve tempo possibile; L'Oréal ha stanziato un fondo di 150 milioni di euro per la salvaguardia ambientale, la transizione ecologica e per il sostegno alle donne vulnerabili. Fondo che potrà, e dovrà, essere aumentato per raggiungere la sostenibilità ecologica al 100% e per continuare ad aiutare donne in difficoltà.

green trees near mountain under white clouds during daytime, image

Qui di seguito qualche numero che L'Oréal ha ottenuto in campo industriale rispettando e adottando politiche aziendali sostenibili negli anni:

Art Gallery:

Il rapporto tra la città e i giovani

La città meneghina, si sa, piace molto ai giovani per quanto riguarda la cosiddetta "movida" e anche perché può offrire innumerevoli opportunità di lavoro, nonostante risiedervi anche solo per studiare sta diventando un'impresa difficile dati i costi che lievitano col passare del tempo, come riportato da inchieste e servizi giornalistici. Ma per quanto riguarda le politiche sull'ambiente che la città sta adottando, i milanesi, e in particolare i giovani, cosa ne pensano? Come vedono il loro futuro in una città che spesso è vittima dell'inquinamento?

Credits

Autore: Francesco Tumbarello

Foto di: Francesco Tumbarello*

Grafici, infografiche e video-animazione: Francesco Tumbarello

Video e montaggio: Francesco Tumbarello

 Vista dal 25°piano della Unicredit Tower di Palazzo Lombardia, sede del presidente della Regione Lombardia

Vista dal 25°piano della Unicredit Tower di Palazzo Lombardia (a sinistra), sede del presidente della Regione Lombardia e della Giunta regionale e del "Pirellone" ( più a destra) sede del Consiglio regionale

Vista dal 25°piano della Unicredit Tower di Palazzo Lombardia (a sinistra), sede del presidente della Regione Lombardia e della Giunta regionale e del "Pirellone" ( più a destra) sede del Consiglio regionale

* alcune foto essendo di progetti sono state prese da internet:

- foto "CityWave" presa da "Milanotoday"

-foto con mappa del BAM presa da "Sport e impianto.it"

-foto del MIND District presa da "Gad Studio"

-foto nuova sede L'Orèal presa da "Urbanfile"

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